TAMTAM:

    Questa dimora, di notevole interesse storico, è tra gli edifici residenziali più rappresentativi dell’architettura urbana del settecento Monteronese.

    Edificata verso la fine del XVIII secolo dalla famiglia Pino, che l’abitò fino a pochi anni fa, questa splendida dimora storica fu l’abitazione di Alessandro Pino, patriota risorgimentale e primo sindaco monteronese con l’Unità d’Italia, e oggi, a seguito di una importante ristrutturazione, diventa un hub dedicato alla cultura, alle arti, alla creatività.

    Elemento di congiunzione tra lo spazio esterno e quello interno è un ampio portale ottocentesco; questo elemento di notevole importanza è caratterizzato dalla classica linearità e dalla compostezza del disegno.
    Sulla parte retrostante dell’edificio esiste un ampio giardino (circa 1600 mq.), caratterizzato da percorsi, delimitati da elementi in pietra locale lavorata.

    Alessandro Pino

    Alessandro Pino nacque il 29 giugno 1808 da Giovanni, figlio di Carmine e di Bonaventura Pico, e da Francesca Falconieri, figlia del doctor phisicus Giovanni Donato di Lecce e di Vincenza Lazari di Galatina.
    Il padre era originario di Borgagne, mentre la madre era Monteronese. Il nonno materno era fratello di Ignazio Falconieri, martire dei moti rivoluzionari che sconvolsero Napoli nel 1799.

    Alessandro Pino si formò culturalmente prima a Lecce e poi a Napoli, dove si laureò in giurisprudenza. Impegnato a caldeggiare il liberalismo, fece parte del “Circolo patriottico salentino”, un centro rivoluzionario sorto a Lecce il 29 giugno 1848.

    Fu arrestato alla fine del 1848, dopo essere sfuggito più volte ai gendarmi: ” … prima di essere preso, dette non poco filo da torcere alla gendarmeria: egli trovò modo di nascondersi ora in casa di Filippo Gala ora nel Palazzo Baronale Lopez, ora nelle masserie di Melendugno, ora nel casino D’ Arpe, fra Monteroni ed Arnesano”.

    Nell’istruttoria del processo, a lui, come agli altri membri del circolo, furono mosse le stesse accuse addebitate a Gennaro Simini, altro patriota monteronese che si distinse nei moti rivoluzionari che interessarono la Terra d’Otranto nel 1848: ” … attentato al legittim0 governo e diffusione mediante la stampa di idee contrarie al dominio regio. Egli fu uno dei 64 imputati politici, i quali nel marzo 1849 attendevano in stato di arresto di essere giudicati dalla Gran Corte Criminale”.

    Dopo essere stato regolarmente eletto consigliere, fu il primo sindaco monteronese dell’Italia Unita e prestò giuramento il 20 agosto 1861.

    Negli anni seguenti svolse anche altri incarichi nell’amministrazione comunale, come quello di assessore nella giunta approvata dal prefetto l’8 gennaio 1864, anche se poi da quella carica si dimise con una lettera qualche tempo dopo. Morì il 23 febbraio 1867. A lui Nicola Bernardini dedicò un articolo in cui espresse valutazioni molto positive sul suo impiego sociale e politico. Anche Nicola Vacca si interessò alla sua opera, ma il suo impegno risorgimentale è documentato soprattutto nel volume del Bernardini sui movimenti insurrezionali del 1848.

    Note su Alessandro Pino tratte dal testo “Monteroni vicende Feudali e Comunali” di Adolfo Putignano.